Agonismo, quanto conta la preparazione fuori dall’acqua?


La prima risposta a questa domanda potrebbe essere semplice e concisa: molto. In particolare per i nuotatori agonisti, il lavoro in palestra o come viene spesso definito, “a secco”, ha un’importanza fondamentale.

Non si tratta di una perdita di tempo o di un vezzo narcisistico. Il lavoro in palestra porta dei vantaggi decisivi per chi è un agonista. Oltre a contribuire a ridurre i tempi di gara, la preparazione “a secco” regala all’atleta una migliore condizione. Lavorare fuori dall’acqua produce un miglior controllo e attivazione del proprio corpo, un incremento esponenziale della forza muscolare e un deciso aumento della potenza.

Perché sia utile, però, la preparazione atletica in palestra deve essere assolutamente funzionale al lavoro in vasca. Deve cioè contribuire ad attivare e rinforzare i muscoli primari utilizzati nuotando. Bisogna concentrare i propri esercizi in particolare su tricipiti, gran dorsale, quadricipiti e Deltoidi.

Come in vasca, lavorando in palestra, con i pesi e esercizi funzionali, grande attenzione va prestata alla tecnica di esecuzione. Svolgere un esercizio nella maniera più corretta, oltre a prevenire infortuni e inutili stress muscolari, contribuisce ad un transfer immediato del lavoro in palestra sulla nuotata.

Una corretta programmazione in palestra, che integri e incrementi il lavoro fatto quotidianamente in vasca, può contribuire a migliorare sensibilmente le prestazioni di un atleta agonista. Un atleta più forte, resistente, dalla nuotata più efficace è certamente più competitivo e più vincente.