Nuoto agonistico, quando iniziare?

Se vi siete chiesti da quando è possibile portare i bambini a nuotare, la risposta è certamente da subito, addirittura sin da neonati: non dimentichiamoci, infatti, che l’acqua è stato il loro habitat naturale per ben 9 mesi.
Anche il dottor Sergio Lupo, specialista in medicina dello sport, consiglia questa disciplina sportiva per i bambini.
Il nuoto fa molto bene sia in età prescolare sia durante la scuola primaria, favorisce lo sviluppo di tutta la muscolatura e amplia l’esperienza motoria dei bambini. Permette, inoltre, di correggere eventuali posizioni errate che possono portare a scoliosi o altri problemi scheletrici. Tuttavia, a livello agonistico il nuoto richiede un impegno elevato, perciò bisogna fare attenzione a non sottoporre troppo presto a questa attività i bambini soggetti a scoliosi: invece di trarne beneficio, infatti, si rischierebbe di amplificare questa problematica.

Se i primi corsi veri e propri di nuoto iniziano a partire dai 3 anni, a 6 anni si può iniziare ad affinare la tecnica e aumentare l’impegno settimanale. A 7-8 anni è possibile fare attività preagonistica, ossia l’apprendimento di tecniche agonistiche attraverso corsi di nuoto avanzato.
Delle norme elaborate dal Coni, dalla Federazione Medico Sportiva Italiana e dalle singole Federazioni e Associazioni Sportive indicano come età minima per praticare il nuoto come attività agonistica la fascia di età che va dagli 8 ai 10 anni. Normalmente, le femmine iniziano prima dei maschi, per via di tempi diversi di maturazione fisica.

A qualunque età il bambino si approcci a questo sport, l’importante è che non sia mai forzato, soprattutto se si tratta di dedicare molto tempo ad allenamento e gare. Il nuoto agonistico richiede una grande preparazione fuori e dentro l’acqua: se un bambino ha piacere di prendere e mantenere un impegno costante, è fondamentale il sostegno della famiglia e il supporto dell’allenatore per assecondare tale passione senza renderla un pesante obbligo.